Architettura

 
 

Architettura

 
  

Introduzione

L’Architettura si afferma come la maestria di riempire gli spazi, di giocare con il pieno ed il vuoto dell’aria, di rendere presente o assente la luce, di dare risalto all’interno o all’esterno dell’oggetto in questione.

L’Architettura è l’innalzamento di un solido, posto sulla superficie della terra, tendente a proiettarsi e ad innalzarsi verso il cielo, annullando quello spazio che prima era occupato dall’aria e dalla luce. Lo spazio, apparentemente vuoto in quanto è costituito “soltanto” di aria e di luce, è il luogo in cui l’Architettura pone la sua essenza, attua la sua forma, condivide la natura e l’ambiente che la circonda.

L’Architettura è l’arte di tutte le arti, è l’arte che le contiene tutte, è l’espressione creativa più affascinante, imponente e maestosa che l’uomo ha lasciato sulla terra. Ha poi il pregio di non essere segregata allo sguardo di pochi privilegiati, è pubblica e può essere apprezzata e conosciuta da tutti e può essere fotografata o ritratta da chiunque senza divieti, almeno fino ad oggi...

L’Architettura è il segno più distintivo di ogni civiltà che si è succeduta nella storia. Le civiltà si sono estinte scomparendo insieme al tempo che le ha viste nascere e crescere ma l’Architettura è rimasta a significativa testimonianza dello splendore raggiunto.

 

Lo Spazio Architettonico

Lo Spazio Architettonico è un insieme di elementi od oggetti che identificano una visione prospettica tridimensionale costituita da un piano verticale delimitato o circoscritto e dal piano orizzontale costituito dalla superficie che divide il cielo dalla terra. Gli oggetti che riempiono questo spazio sono le costruzioni: case, edifici, strade, ecc. e ciò che rimane della natura o paesaggio preesistente. Dello Spazio Architettonico fanno quindi parte tutti quegli elementi di arredo urbano come obelischi, fontane, scalinate, statue, alberi, piante, giardini, panchine, lampioni, ecc..

 

Boston's Back Bay, Massachusetts (Immagine tratta da Wallpaperpimper)

Downtown Boston (Immagine tratta da Wikipedia)

Downtown Pittsburgh, Pennsylvania (Immagine tratta da Wikipedia)

Nei tre esempi di Spazio Architettonico sopra mostrati possiamo notare, nella Boston's Back Bay, Massachusetts, il grande equilibrio di pieno e di vuoto, di cielo e di terra, di spazio luminoso, arieggiato, tratteggiato dai colori del cielo in alto e dai colori della natura preesistente in basso. Questo è sicuramente uno Spazio Architettonico riuscito che suscita armonia, pace, piacere visivo.

Nella Downtown Boston troviamo un sovraffollamento di edifici, un ammasso di costruzioni che si scarica sul suolo schiacciandolo e opprimendolo. Basterebbe però eliminare alcuni degli edifici intermedi lasciando in evidenza le quattro torri che formano un semiarco rovesciato per correggere uno Spazio Architettonico troppo appesantito.

Nella Downtown Pittsburgh, Pennsylvania il colpo d’occhio non sembra disprezzabile se ci limitiamo a soffermarci sulla prima linea degli edifici, ma se ci addentriamo verso l’interno, verso il centro notiamo un ammasso soffocante di costruzioni che non invogliano ad entrare. Anche qui basterebbe svuotare un po' questo recipiente che trabocca per ottenere un risultato più che apprezzabile.

  

La Massa Architettonica

Una delle caratteristiche più importanti che determinano la riuscita di un oggetto che ha una funzione architettonica è il peso, la Massa Architettonica di un volume, di un solido posto sulla linea dell’orizzonte prospettico, sul piano della superficie che divide il cielo dalla terra.

La Massa Architettonica non ha nulla a che vedere con la massa fisica (la proprietà dei corpi materiali) ed il peso (la forza che il campo gravitazionale esercita su una massa verso il centro della Terra) della materia con la quale è costituito un oggetto, anche se in qualche modo viene richiamata dal pieno o dal vuoto, dalla presenza o assenza della massa fisica, dalla quantità della materia. La Massa Architettonica ha una natura psicologico - estetica e rappresenta una sensazione di leggerezza o di pesantezza indotta dall’oggetto architettonico nell’animo dell’osservatore.
 

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Duomo di Firenze (Immagine tratta da Wikipedia)

Cattedrale del Corporale di Bolsena, Duomo di Orvieto (Immagine tratta da Wikipedia)

Cattedrale di Santa Maria Assunta, Duomo di Siena (Immagine tratta da Wikipedia)

Al centro, la facciata della Cattedrale di Orvieto suscita una sensazione di pace, di equilibrio, di riuscita compostezza, di giuste dimensioni e proporzioni.

A sinistra, la facciata della Cattedrale di Santa Maria in Fiore ci induce un’estrema pesantezza, una sensazione d’imbarazzo e di disagio, nonostante la ricchezza decorativa ed il piacere nell’osservazione dei singoli elementi che la compongono. Qui la ricchezza decorativa, nella vista d’insieme, è diventata un elemento che paradossalmente appesantisce ancor più questa sfortunata facciata. Se infatti proviamo ad immaginarci la facciata nuda e cruda, senza i fregi, le decorazioni ed i rilievi, essa ci apparirà più alleggerita. I due elementi che maggiormente appesantiscono quest’opera sono i due rilievi centrali che dalla base si estendono fino in cima a formare due finti pilastri o torrette. Gli altri elementi che contribuiscono ad appesantire questa facciata sono i sei finti capitelli che richiamano immagini di castelli e di fortezze; soprattutto i due centrali vanno a formare con i due soprastanti posti in cima due forme a clessidra che producono una sensazione di estrema staticità e pesantezza. A completamento dell’opera giunge infine l’angolo ottuso del frontone che interrompe bruscamente l’elevazione della facciata. La storia di questa facciata e delle sue numerose modifiche che si sono succedute nel tempo è una chiara testimonianza della non riuscita di quest’opera ed il risultato finale è un grave smacco per l’architettura italiana più rappresentativa che ha visto nella città di Firenze la più significativa dimora.

La facciata della cattedrale di Siena a destra rappresenta un esempio significativo di come si possa alleggerire anche oltre misura una Massa Architettonica qual è appunto la facciata di un edificio. Facendo un confronto con la facciata della Cattedrale di Orvieto notiamo subito la maggior assenza di peso, nonostante queste due facciate siano molto simili nel disegno e nella forma: entrambe tricuspidali, entrambe sormontate da 4 pilastri terminanti a guglia. Questo maggior alleggerimento deriva principalmente dal rosone vuoto finestrato, dalle profonde e più accentuate strombature dei tre portali e dalle loggette incolonnate poste sotto le due cuspidi laterali presenti nella facciata della Cattedrale di Siena. La risultanza visiva e quella di una maggior escavazione di questo piano facciale che produce un accentuato svuotamento di massa ed un conseguente alleggerimento prima estetico e poi psicologico.

  
 
 
 
 
 
 
 

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